Uso l’intelligenza artificiale tutti i giorni: per cercare, per raccogliere materiale, per smuovere un’idea quando non parte. Per scrivere no.
La ragione è pratica. Un testo generato si riconosce a colpo d’occhio, e chi lo riceve lo sente anche quando non sa dire perché. Sa di dozzinale, di arrangiato. Manca lo spessore, che è poi la cosa per cui mi paghi.
Come si riconosce un testo scritto dall’AI
L’incipit-slogan. Il pezzo apre con una frase a effetto che starebbe bene su qualunque argomento, e che di questo argomento non dice niente.
L’abuso delle oppositive. Una figura usata una volta funziona. Ripetuta a ogni paragrafo diventa un tic, e dà l’impressione di una tesi là dove una tesi non c’è.
Le parole ripetute a distanza ravvicinata, come se la ripetizione facesse ritmo da sola. Di solito segnala che il generatore sta tenendo insieme il periodo con quello che ha sottomano.
Poi ci sono il lessico, sempre lo stesso su qualunque tema; una sintassi che procede per elenchi di tre; un ritmo che non accelera e non si ferma mai; e i topoi, cioè le mosse fisse — la chiusura che riassume quanto già detto, il paragrafo che bilancia ogni affermazione con il suo contrario per evitare di prendere posizione.
Conosco questi stilemi perché lavoro ogni giorno accanto a questi strumenti. Nei miei testi non compaiono. Li ho elencati uno per uno in come riconoscere un testo scritto dall’AI.
Come lavoro
- Ricerca. Qui l’AI accorcia i tempi: raccoglie materiale e mi fa vedere il perimetro di un argomento che non conosco.
- Verifica incrociata. Ogni dato, nome, data e cifra controllati su fonte diretta. L’AI sbaglia con sicurezza, che è il modo peggiore di sbagliare: senza verifica l’errore arriva al lettore con l’aria di un fatto.
- Scrittura. Mia, dalla prima parola. Nessun testo generato entra nella consegna, nemmeno riscritto.
- Riscrittura. La parte lunga. È qui che un testo prende ritmo, perde il superfluo e comincia a somigliare a qualcuno.
Cosa ottieni
Un testo che non si otterrebbe digitando la stessa richiesta in una chat, e che non somiglia a quello dei tuoi concorrenti: chi genera attinge allo stesso serbatoio di frasi, e alla lunga si somigliano tutti.
Se stai valutando a chi affidare i contenuti del tuo sito, scrivimi e ne parliamo.