AI Act: adesso l’intelligenza artificiale deve presentarsi
Qualche giorno fa mi sono ritrovata a parlare con il chatbot di un servizio clienti e la conversazione procedeva con una precisione quasi sospetta: risposte immediate, nessuna pausa per consultare un collega e, soprattutto, nessun classico "resti in linea che verifico". Dopo qualche scambio ho iniziato quindi a chiedermi chi,
Dipendenza da social media e adolescenti: servono regole?
Ho una confessione da fare, e questa volta non c’entra Carrie Bradshaw. Anche se, a pensarci bene, c’entra sempre un po’, perché se c’è una cosa che Carrie mi ha insegnato è che le domande più scomode sono anche le più necessarie. E la domanda di oggi è questa: stiamo
Come evitare l’AI slop senza rinunciare all’AI
Uso l’intelligenza artificiale ogni giorno e dopo poche righe riconosco molti degli automatismi che tendono a comparire nei testi generati, soprattutto quando il contenuto arriva online con un editing superficiale. Me ne accorgo quando compare un’opposizione costruita per dare profondità a un concetto semplice, quando una frase molto breve viene
Quando scrivi, chi legge davvero le tue parole?
Ho passato anni a chiedermi chi fosse, davvero, il mio lettore ideale. Lo immaginavo con il caffè in mano, le cuffie, forse un gatto sulle ginocchia; qualcuno che si fermasse su una frase e pensasse: “eh, sì, esatto.” E poi un giorno ho capito che prima ancora di arrivare a
Il lusso di non esserci: spegnere lo schermo è diventato il nuovo status symbol
Non riuscivo a fare a meno di chiedermi… il vero lusso è comprare l’ultimo smartphone, o avere il coraggio di lasciarlo in un’altra stanza? Ho una confessione da fare. L’altro giorno sono rimasta senza Wi-Fi per 3 ore. Non per scelta, non per un retreat spirituale in un monastero tibetano,
Addio hashtag? Come sta cambiando la visibilità sui social
Per anni abbiamo chiuso i post con una piccola appendice che assomigliava all’indice analitico di un’enciclopedia. #socialmedia, #marketing, #digitalmarketing, #contentcreator, #branding e qualche altro parente stretto, possibilmente abbastanza popolare da farci immaginare migliaia di persone in attesa del nostro contenuto. Del resto, gli hashtag hanno rappresentato a lungo uno degli
Stiamo scrivendo peggio per paura di sembrare ChatGPT
Da qualche tempo una frase compare con frequenza sotto post, articoli, email e testi professionali: “sembra scritto da ChatGPT”. Bastano spesso un periodo molto ordinato, un lessico pulito o una struttura regolare per far scattare il sospetto nel lettore. Chi scrive comincia allora a togliere un avverbio, a spezzare una
AI blindness: i contenuti artificiali sono i nuovi banner… e il pubblico è già scappato!
Quando è stata l’ultima volta che abbiamo cliccato su un banner? Io ci ho pensato e la risposta onesta è: mai, almeno di proposito. Una volta, forse, col pollice, mentre cercavo di centrare quella X microscopica che si sposta sempre un attimo prima. Eppure i banner, all’inizio, qualche risultato lo
L’etimologia è il superpotere segreto di chi scrive
Non riuscivo a fare a meno di chiedermi… se ogni parola che scriviamo porta dentro di sé una storia più antica di noi, non dovremmo almeno sapere quale? Scoprire l'etimologia di una parola è una di quelle cose che ti rovinano, nel senso buono, ovviamente. Ti prende una vertigine, dolce
Sanremo è una strategia di marketing che dura da 76 anni
Come la kermesse più italiana che esista è diventata il più grande laboratorio di brand, social e real-time marketing del Paese Ci risiamo. È febbraio, fuori fa freddino, e l’Italia intera si divide in due categorie: quelli che guardano Sanremo e quelli che dicono di non guardarlo, ma poi sanno
Una telefonata allunga la vita: cosa ci insegna il ritorno dello spot Sip sul nostalgia marketing
È domenica sera, 22 febbraio 2026, e io sono sul divano con il mio bicchiere di rosso e il telefono in mano quando sullo schermo succede una cosa che mi fa mettere giù il bicchiere: in TV parte una pubblicità della Sip, quella con il logo rosso che non esiste
Il consumatore vuole giocare: marketing esperienziale e la rivincita dell’Homo Ludens
Il consumatore del 2026 non vuole comprare, vuole giocare. E i brand che lo hanno capito stanno vincendo, mentre quelli che continuano a sparare offerte e CTA in faccia alla gente si chiedono perché il tasso di conversione somiglia sempre più a una flatliner. Non riuscivo a fare a meno
Lavoriamo insieme
Se il tuo sito ha bisogno di una voce, o se quella che ha non ti somiglia più, parliamone.
La prima chiacchierata è offerta!











